Grazie al suo nuovo progetto discografico per Arcana, Giovanni Picchi esce dall’ombra. Ci può parlare di questo musicista veneziano la cui musica solitamente è registrata in antologie con altri autori?
Giovanni Picchi (1572-1643) è stato un compositore veneziano, probabilmente allievo di Giovanni Croce, attivo come organista dapprima ai Frari, poi in San Rocco. La sua biografia è costellata di aneddoti che ci rivelano una personalità a dir poco sanguigna. Già nel 1610 il suo nome compare in una denuncia che lo vede accusato di insegnare musica senza licenza. Nel 1612 lo ritroviamo atto a denunciare la poca trasparenza del concorso per il posto di organista presso la Scuola Grande di San Rocco, al quale partecipò senza successo, venendo superato da Giovanni Battista Grillo. Picchi vincerà il ricorso, obbligando la potente istituzione a riproporre il concorso al quale però egli, sdegnoso, non si presentò. Dopo diversi anni, Picchi venne comunque chiamato in San Rocco in veste di organista e le turbolenze con la Scuola Grande si pacificarono. Conosciuto principalmente per la sua musica per tastiera e da ballo, Picchi dimostra attraverso le sue Canzoni da Sonar per ogni sorte d’Istromenti di padroneggiare totalmente anche il linguaggio della canzona/sonata per strumenti concertanti e basso continuo, tipico della Scuola Veneziana. Poco conosciuto rispetto ai suoi celebri contemporanei e poco o solo parzialmente considerato dai moderni esecutori, Picchi è in realtà un compositore veramente geniale. Le sue Canzoni aprono nuovi orizzonti sulla ricchezza, la varietà e la gloriosa bellezza dello stile veneziano per molti strumenti.
Come mai con Concerto Scirocco ha scelto di incidere integralmente la raccolta “Canzoni da sonar con ogni sorte d’istromenti”?
Le Canzoni di Picchi sono un importantissimo compendio dello stile veneziano dell’epoca e degli strumenti che venivano utilizzati. Specificati in partitura vi sono violini, cornetti, tromboni, fagotto, violone, flauti e basso continuo: l’organico rappresenta appieno le caratteristiche dell’ensemble Concerto Scirocco. Ci è parso naturale approcciare questo repertorio che tanto “parlava” alla nostra formazione. In più, le canzoni sono ben 19 e una più bella dell’altra. Moltissime non erano proprio mai state incise prima d’ora, il che ci ha suggerito l’ambizione di presentarle in versione integrale. Siamo molto felici di averlo fatto, è un bel tributo a questo compositore che assolutamente non teme il confronto con i Gabrieli o con Dario Castello che, al contrario di Picchi, sono oggi molto inflazionati da chi suona il Seicento su queste tipologie di strumenti.
Dopo due dischi usciti per Arcana con Voce Suaves, questo è il primo disco in cui Concerto Scirocco si presenta da solo. Ci può raccontare la storia dell’ensemble?
Concerto Scirocco è un ensemble basato in Svizzera che riunisce musicisti provenienti da Italia, Francia, Inghilterra, America, Russia ed altri paesi. Ci siamo conosciuti per lo più durante gli studi presso la Schola Cantorum Basiliensis, storico conservatorio di Basilea dedito allo studio della musica antica. Condividiamo una grandissima passione per le magnifiche sonorità del repertorio del rinascimento e del primo barocco. La nostra avventura, cominciata nel 2009, ci ha portati ad esibirci in importanti Festival in Olanda, Italia, Svizzera, Germania, Polonia e Francia e ad incidere per Arcana tre dischi di cui andiamo molto fieri, l’uno dedicato a Giovanni Croce, l’altro a Stefano Bernardi ed ora questa raccolta che riscopre la figura straordinaria di Giovanni Picchi. Riportare in luce importanti personalità della storia musicale antica è la nostra missione e lo facciamo applicando un buon mix della nostra passione e della nostra creatività, insieme ad una profonda e rispettosa conoscenza delle fonti e del loro contesto storico.
Posted in Interviste