
Wolfgang Amadeus Mozart
Piano Concerto No. 23, Symphony No. 40 & Don Giovanni Overture
Andreas Staier fortepiano, Le Concert de la Loge, Julien Chauvin violino e direzione
Etichetta: Alpha Classics
Formato: CD
N. supporti: 1
Codice catalogo: ALPHA875
Codice a barre: 3760014198755
Uscita in Italia: 30 settembre 2022
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione
TRACCE
Wolfgang Amadeus Mozart
Don Giovanni, K. 527: Overture
Wolfgang Amadeus Mozart
Piano Concerto No. 23 in A Major, K. 488: I. Allegro
Wolfgang Amadeus Mozart
Piano Concerto No. 23 in A Major, K. 488: II. Adagio
Wolfgang Amadeus Mozart
Piano Concerto No. 23 in A Major, K. 488: III. Allegro assai
Wolfgang Amadeus Mozart
Symphony No. 40 in G Minor, K. 550: I. Molto allegro
Wolfgang Amadeus Mozart
Symphony No. 40 in G Minor, K. 550: II. Andante
Wolfgang Amadeus Mozart
Symphony No. 40 in G Minor, K. 550: III. Menuetto
Wolfgang Amadeus Mozart
Symphony No. 40 in G Minor, K. 550: IV. Allegro assai
VIDEO
DESCRIZIONE
Julien Chauvin incontra uno dei grandi clavicembalisti e fortepiani del nostro tempo, Andreas Staier – tra gli interpreti di spicco dei concerti di Mozart – e ci presenta la sua visione del Concerto per pianoforte n.23 e del suo famoso Adagio, uno dei movimenti lenti più struggenti mai scritti da Mozart.
«Gli artisti tendono spesso a eseguirla troppo lentamente, di certo pensando che questo accentuerà il lato drammatico. Ma io e Julien Chauvin eravamo naturalmente d’accordo per una esecuzione leggermente più veloce, che rispetti l’idea alla base di questo movimento in accordo con il ritmo di Siciliana. Quando si inizia con il giusto tempo, è sorprendente come l’intero dialogo si amalgami perfettamente, in un modo molto logico e semplice» afferma Andreas Staier, che per questa registrazione suona un magnifico strumento di Christoph Kern, copia di un fortepiano del 1790 di Anton Walter, il grande costruttore dell’epoca di Mozart. In programma anche la Sinfonia n.40, in cui, sostiene Julien Chauvin, Mozart esplora tipi di scrittura spingendoli ai loro limiti più estremi. È il caso del finale, dove troviamo una successione di intervalli disgiunti dissonanti all’inizio dello sviluppo che, ad un esame più attento, ci presentano la scala cromatica completa (tranne sol naturale). Ed ecco scoperte le dodici note.