
Guiraut d’Espaigna, Gherardello da Firenze, Guillaume de Machaut, Francesco Landini, Guillaume Du Fay, Guglielmo Ebreo da Pesaro
Venite alla danza!
La Reverdie
Etichetta: Arcana
Formato: CD
N. supporti: 1
Codice catalogo: A602
Codice a barre: 3760195736029
Uscita in Italia: 25 settembre 2026
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione Milano
TRACCE
Anonymous
De Patre principio
Anonymous
La Seste Estampie [Royal]
Guiraut d’Espaigna
Ben volgra, s’esser poges
Anonymous
Stella splendens
Anonymous
Chi vuol ballare a righoletto
Anonymous
Trotto
Anonymous
Amor mi fa cantar alla francescha
Gherardello da Firenze
Non ti fidare che oggi è sì pocha fé
Guillaume de Machaut
Moult sui de bonne heure nee
Anonymous
Isabella
Anonymous
Dame vailants / Amis, de tant que / Certainement puet
Francesco Landini
Benedetta sia la state
Guillaume Du Fay
Ce jour de l’an
Guglielmo Ebreo da Pesaro
Falla con misuras
VIDEO
DESCRIZIONE
«Venite alla danza!» è il progetto con cui La Reverdie celebra i suoi 40 anni di attività. Dal 1986 l’ensemble esplora un ampio repertorio vocale e strumentale compreso tra il XIII e il XV secolo, senza tuttavia aver mai dedicato un programma esclusivamente alla danza. È arrivato il momento di farlo.
Il progetto attraversa le diverse forme della danza medievale, in un repertorio in cui il ruolo della voce e quello degli strumenti sono, sorprendentemente, spesso intercambiabili. Il tema della danza permette così di attraversare il Medioevo in tutta la sua varietà, dai monasteri agli ambienti della devozione popolare, dalle corti agli spettacoli e agli intrattenimenti pubblici.
La danza celebrava la gioia di vivere e accompagnava molteplici momenti della vita quotidiana, assumendo sempre una forte dimensione collettiva e sociale. Il repertorio è estremamente vario: dalle danze del XIII-XV secolo alle laude italiane e ai canti legati ai pellegrinaggi, dalle ballate italiane alle forme francesi della ballade, del virelai e del rondeau, fino alle danze strumentali francesi e italiane, che conducono il percorso musicale sino alla metà del Quattrocento.
Un programma che invita a riconsiderare un luogo comune ancora radicato: la musica da danza non era necessariamente musica strumentale. Voce e strumenti partecipano infatti allo stesso universo sonoro, restituendo alla danza medievale tutta la sua ricchezza espressiva e la sua originaria dimensione condivisa.