
Johann Sebastian Bach
Bach to Notre-Dame
Olivier Latry, organo
Etichetta: La Dolce Volta
Formato: CD
N. supporti: 1
Codice catalogo: LDV70
Codice a barre: 3770001906973
Uscita in Italia: 24 gennaio 2024
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione Milano
TRACCE
Johann Sebastian Bach
Musikalisches Opfer, BWV 1079: Ricercare a 6
Johann Sebastian Bach
Fugue in G Minor, BWV 578
Johann Sebastian Bach
Toccata and Fugue in D Minor, BWV 565
Johann Sebastian Bach
Erbarm’ dich mein, o Herre Gott, BWV 721
Johann Sebastian Bach
Fantasia and Fugue in G Minor, BWV 542: No. 1, Fantasia
Johann Sebastian Bach
Fantasia and Fugue in G Minor, BWV 542: No. 2, Fugue
Johann Sebastian Bach
In dir ist Freude, BWV 615
Johann Sebastian Bach
Herzlich tut mich verlangen, BWV 727
Johann Sebastian Bach
Fantasia in G Major, BWV 572
Johann Sebastian Bach
Passacaglia in C Minor, BWV 582
DESCRIZIONE
Per il suo primo album con La Dolce Volta, Olivier Latry ha scelto un programma dedicato alla musica di Johann Sebastian Bach. Questa registrazione, realizzata sull’imponente organo Cavaillé-Coll di Notre-Dame de Paris, di cui è organista titolare, solleva alcune domande affascinanti.
«La mia interpretazione mette in evidenza diversi paradossi: innanzitutto la nozione di eseguire queste opere chiave del protestantesimo in uno dei centri più emblematici del cattolicesimo, ma anche il fatto di suonarle su uno strumento che, per dirla con un eufemismo, è lontano dallo stile barocco e classico di costruzione degli organi. È vero, tutto ciò solleva delle domande. Tuttavia, la questione più importante rimane, a mio avviso, quella dell’autenticità nella musica. Devo confessare che questo concetto mi appare spesso come una sorta di inganno… Suonare Bach in questo contesto implica quindi trovare un nuovo equilibrio per preservare sia lo spirito sia la scrittura della musica. Non si può separare l’uno dall’altro. Ogni interprete suona con gli strumenti della propria epoca, e lo strumento che ho qui a Notre-Dame è straordinario. Non si può e non si deve combattere contro il passato, ma al contrario assimilarlo, per trarne ispirazione e trovare poi la propria strada personale. Non dovremmo parlare di autenticità, ma, con maggiore sobrietà, di sincerità».