
Igor Stravinskij
Threni|Requiem Canticles
Collegium Vocale Gent , Royal Flemish Philharmonic , Philippe Herreweghe, direzione
Etichetta: Phi
N. supporti: 1 Cd
Codice catalogo: LPH 020
Codice a barre: 5400439000209
Ufficio commerciale sales@self.it
Distributore italiano Self Distribuzione
RECENSIONI
Data: 29/07/2016
Numero:
Giornalista: Andrea Milanesi
Voto:
Sebbene Igor Stravinskij (1882-1971) sia uno dei compositori del XX secolo tra i più frequentati nelle sale da concerto e negli studi di registrazione, le musiche di ispirazione religiosa e le opere scritte nell’ultimo periodo della sua intensissima vita creativa rimangono relativamente poco esplorate. Onore dunque al merito di Philippe Herreweghe se, in un sol colpo, possiamo accostarci a due tra le partiture tarde e di carattere sacro più significative del maestro russo, registrate per l’occasione alla guida del Collegium Vocale Gent e dalla Royal Flemish Philharmonic. Le pagine scelte dal direttore belga fanno riferimento al periodo della “conversione” di Stravinskij alla tecnica compositiva dodecafonica, sopraggiunta nella piena maturità, dopo una decisa avversione giovanile. Concepita tra il 1957 e il 1958, Threni (Trenodie) è basata su alcuni testi in latino delle Lamentazioni di Geremia e richiede un organico vasto ed estremamente vario dal punto di vista timbrico, anche se la scrittura risulta apparentemente disarticolata e suddivisa per piccoli gruppi o per solisti, ricreando una sorta di effetto polifonico che permette alle varie voci – umane e strumentali – di apparire sempre in primo piano. Proprio come ama fare Herreweghe, maestro delle tessiture contrappuntistiche rinascimentali e barocche, qui impegnato in un compito assolutamente arduo: assecondare una stesura contrastata ed essenziale, che spesso procede per blocchi accordali con forti scansioni ritmiche e che nulla concede al puro piacere di un ascolto disimpegnato. Anche per i Requiem Canticles (1965-66) Stravinskij utilizza un linguaggio frammentario, quasi parcellizzato (il più lungo dei suoi nove movimenti dura solo due minuti e mezzo), per dare vita a una musica altamente suggestiva ed evocativa, di forte impatto artistico ed espressivo; quasi un compendio finale, qui enfatizzato da una lettura di drammatica intensità che suggella il passo estremo di una straordinaria traiettoria creativa.
Data: 01/11/2016
Numero:
Giornalista: Angelo Foletto
Voto: 5 stelle
Chi l’ha ascoltato almeno una volta dal vivo – e per fortuna capita spesso anche in Italia –, sa che il Collegium Vocale Gent occupa oggi forse il primo posto per eclettismo e bravura, tra i complessi corali internazionali. Il creatore Herreweghe, musicista di lunga esperienza e pratica “antica” oggi settantenne, negli ultimi anni ha spinto il suo complesso (fondato nel 1970) a confrontarsi sia col repertorio classico-romantico, dopo decenni di Settecento, sia con la scrittura novecentesca. I due mondi convivono perfettamente come dimostrano le due registrazioni accostate. E, nel caso di Stravinski l’intrigante programma accosta due capolavori oggi praticamente ineseguiti come i Threni (partitura a tratti ostica oltre che musicalmente enigmatica ma avvincente) e Requiem canticles (partitura ancora più ossuta, ermetica e radicale), offrendone un’esecuzione di riferimento. La purezza delle voci serve a meraviglia il contrappunto paraseriale d’auto, delineando un’aura timbrica che di per sé vale l’ascolto. Quanto alla dimestichezza con la scrittura “spettacolare” della Creazione, Herreweghe e le sue voci non faticano certo a dimostrarla ma senza supponenza anzi con preziosa tenerezza espressiva (quasi virtuosa umiltà) e raccoglimento toccanti.
Data:
Numero:
Giornalista:
Voto:
Descrizione
Benché Igor Stravinsky sia una personalità fondamentale nel panorama musicale novecentesco, sarebbe riduttivo considerarlo soltanto attraverso la lente delle sue opere più conosciute al grande pubblico, come La sagra della primavera o L’uccello di fuoco. Guidato da un desiderio costante di condividere con il proprio pubblico il suo perenne bisogno di esplorare, Philippe Herreweghe ci invita alla scoperta delle ultime opere seriali del compositore, ‘sublimi ma impegnative’. Threni (1957-58) è la sua più lunga, più ambiziosa e complessa partitura dodecafonica, e probabilmente uno dei punti culminanti della sua ultima fase creativa. Un’opera come i Requiem Canticles (1966) si spinge addirittura oltre in questa direzione: ultimo capolavoro del compositore, sembra riassumere in sé l’evoluzione di un’intera vita, combinando elementi provenienti dalle diverse fasi stilistiche che caratterizzarono la sua carriera – segnando anche un momento culminante nella sua ricerca spirituale che divenne sempre più importante nella vita di Stravinsky. In quest’album fondamentale, Philippe Herreweghe ci rivela con convinzione il suo amore per la musica del compositore russo, e sotto la sua guida sicura e ispirata, il Collegium Vocale di Gent e la Royal Flemish Philharmonic rivelano la loro pura poesia.