Giuseppe Tartini, Concerti e Sonate per violoncello piccolo

A478_3760195734780_Tartini_Concerti e Sonate per violoncello piccolo_Mario Brunello_Accademia dell'Annunciata_Riccardo Doni
Giuseppe Tartini
Concerti e Sonate per violoncello piccolo
Mario Brunello violoncello piccolo Accademia dell'Annunciata Riccardo Doni direzione
Etichetta: Arcana
Formato: Cd
N. supporti: 1
Codice catalogo: A478
Codice a barre: 3760195734780
Uscita in Italia: 6 novembre 2020
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione

TRACCE

Antonio Vandini (c.1690 – 1778)
Concerto in D major

Giuseppe Tartini
Sonata in G minor
for viola da gamba and basso continuo

Sonata in B♭ major
for viola da gamba and basso continuo

Sonata a quattro in D major GT 5.D01
for strings

Concerto in A major GT 1.A28
for cello, strings and basso continuo

Concerto in D major GT 1.D34
for cello, orchestra and basso continuo

Giulio Meneghini (1741-1824)
Concertone Terzo in C major*
for strings and basso continuo

* transcribed from Tartini’s Sonata for Violin and Continuo Op. 1 No. 3, GT 2.C11,
from Concertoni a quattro parti reali per Accademia.

VIDEO

DESCRIZIONE

Nel 250° anniversario della morte di Giuseppe Tartini, Mario Brunello e l’Accademia dell’Annunciata ricordano uno dei grandi sodalizi della storia della musica del Settecento: il rapporto tra Tartini e Antonio Vandini, violoncellista nato a Bologna – culla della scuola violoncellistica italiana – attivo a Padova per cinquant’anni, autore di una prima biografia di Tartini e in contatto con lui dagli anni Venti del Settecento. Per la prima volta sono raccolti i due concerti per violoncello di Tartini, verosimilmente destinati all’amico e collega, accanto all’unico concerto pervenuto di Vandini. Secondo le testimonianze dell’epoca, egli “suonava in modo tale da far parlare lo strumento”, quel violoncello piccolo usato dai virtuosi della Padova di metà Settecento e che qui risuona con Mario Brunello.

Nucleo espressivo dei concerti sono i bellissimi movimenti lenti: in Tartini le lunghe, eloquenti arcate melodiche creano un libero monologo interiore, mentre la ricca ornamentazione ricorda motivi popolari di area balcanica, che egli forse conosceva.

Nel meraviglioso Andantino, Vandini affida al violoncello una melodia di stampo vivaldiano che ritorna dolcemente su sé stessa e si dilata dialogando con l’orchestra.

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