
Benjamin Britten, Claude Debussy, Leoš Janáček, Frank Bridge
Cello Sonatas
Truls Mørk, violonecello, Håvard Gimse, pianoforte
Etichetta: Alpha Classics
Formato: CD
N. supporti: 1
Codice catalogo: ALPHA560
Codice a barre: 3760014195600
Uscita in Italia: 26 agosto 2022
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione
TRACCE
Frank Bridge Cello Sonata, H.125: I. Allegro ben moderato
Frank Bridge Cello Sonata, H.125: II. Adagio ma non troppo – Molto allegro agitato
Claude Debussy Cello Sonata, CD 144: I. Prologue (Lent, sostenuto e molto risoluto)
Claude Debussy Cello Sonata, CD 144: II. Sérénade (Modérément animé)
Claude Debussy Cello Sonata, CD 144: III. Final (Animé, léger et nerveux)
Leoš Janáček Pohádka: I. Con moto
Leoš Janáček Pohádka: II. Con moto
Leoš Janáček Pohádka: III. Allegro
Benjamin Britten Cello Sonata, Op. 65: I. Dialogo (Allegro)
Benjamin Britten Cello Sonata, Op. 65: II. Scherzo-Pizzicato (Allegretto)
Benjamin Britten Cello Sonata, Op. 65: III. Elegia (Lento)
Benjamin Britten Cello Sonata, Op. 65: IV. Marcia (Energico)
Benjamin Britten Cello Sonata, Op. 65: V. Moto perpetuo (Presto)
VIDEO
DESCRIZIONE
Questo album segna il ritorno alla musica da camera del grande violoncellista norvegese Truls Mørk, accompagato dal pianista Håvard Gimse. Il programma comprende due compositori inglesi: Benjamin Britten e il suo insegnante Frank Bridge, la cui Sonata per violoncello è stata scritta durante la prima guerra mondiale e si tinge di disperazione e di una dirompente forza emozionale. Britten compose la sua Sonata per violoncello nel 1961, dopo il suo incontro con Mstislav Rostropovich, al quale dedicò l’opera. Anche Debussy fu profondamente turbato dalla Grande Guerra e a tal proposito scrisse: «È stato codardo pensare solo agli orrori che vengono commessi, senza cercare di reagire ricostruendo, per quanto mi permettesse la forza, un po’ di quella bellezza che è attualmente sotto attacco». La sua Sonata per violoncello (1915) fu la prima di una serie di sei sonate per vari strumenti che aveva pianificato di comporre, riuscendo solo a scriverne tre prima della sua morte. Come determinato nazionalista moravo, Janá?ek non diede alcun titolo alla sua sonata in tre movimenti del 1910 basata su un poema di Vasilij Žukovskij. La chiamò semplicemente Pohádka (Fiaba).