
Johannes Brahms, Scott Joplin, George Gershwin, Nino Rota, Richard Wagner, Frédéric Chopin
Au Cinéma ce soir
Jean Marc Luisada, pianoforte
Etichetta: La Dolce Volta
Formato: CD
N. supporti: 1
Codice catalogo: LDV118
Codice a barre: 3770001905112
Uscita in Italia: 26 aprile 2023
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione
TRACCE
LA DOLCE VITA (FEDERICO FELLINI, 1960)
Nino Rota – Thème principal
MORT À VENISE (LUCHINO VISCONTI, 1971)
Gustav Mahler – Symphonie n°5 Adagietto (Adaptation : Alexandre Tharaud)
LE VENT DE LA PLAINE (JOHN HUSTON, 1960)
Wolfgang Amadeus Mozart – Fantaisie en Ré mineur K.397
LES AMANTS (LOUIS MALLE, 1958)
Johannes Brahms – Thème et Variations en Ré mineur
L’ARNAQUE (GEORGE ROY HILL, 1973)
Scott Joplin – Solace
MANHATTAN (WOODY ALLEN, 1979)
GEORGE GERSHWIN – RHAPSODY IN BLUE
Molto moderato
Andantino moderato
Agitato e misterioso
RENDEZ-VOUS À BRAY (ANDRÉ DELVAUX, 1971)
JOHANNES BRAHMS – 3 INTERMEZZI OP.111
Andante moderato
Andante non troppo
Andante con moto
CASANOVA (FEDERICO FELLINI, 1976)
Nino Rota – Valses sur le nom de Bach : n°1, Circus-Valzer
LUDWIG OU LE CRÉPUSCULE DES DIEUX (LUCHINO VISCONTI, 1972)
Richard Wagner – Élegie
CRIS ET CHUCHOTEMENTS (INGMAR BERGMAN, 1972)
Frédéric Chopin – Mazurka en La mineur op.17 n°4 4’33
VIDEO
DESCRIZIONE
«Il cinema è molto probabilmente l’unico posto al mondo in cui un uomo può piangere, anche singhiozzare, senza la minima vergogna», confida Jean-Marc Luisada. Il pianista è molto più di un cinefilo. Egli stesso diventa un regista quando moltiplica gli incontri tra musica, immagine e testo. Essendo innanzitutto un narratore al pianoforte, si ispira alle storie del mondo, dalle più banali alle più straordinarie, per arricchire il proprio universo che poi trasmette, quando è sul palco, al pubblico.
Il suo tocco – e quello dei suoi allievi, perché Jean-Marc Luisada è uno degli insegnanti più rinomati – è prima di tutto “retinico”: cattura infatti le vibrazioni della luce, l’onda dei movimenti, i dialoghi divenuti muti al pianoforte e tuttavia condivisi a due mani. Non si sa, allora, se l’immagine si stampa sulla partitura o se questa si rifletta in ogni piano immaginato dall’interprete. L’opera finale, progettata o applicata, è di una logica implacabile, invita al viaggio nell’ineffabile, alla confessione, come una Mazurka di Chopin o un silenzio di Bergman. I film, i più belli, quelli che prendono alla gola e fanno ridere a crepapelle, distillano un’atmosfera unica, proprio come una pagina per archi di Mahler. L’immortalità in poco più di un’ora…