
Alfabeto falso
Simone Vallerotonda, liuto Ensemble I Bassifondi
Etichetta: Arcana
Formato: Cd
N. supporti: 1
Codice catalogo: A 435
Codice a barre: 3760195734353
Uscita in Italia: 7 luglio 2017
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione
TRACCE
1 Toccata detta l’innamorata
2 Gagliarda francese
3 Passacaglio per la O
4 Impro #1
5 Sfessania
6 Passacaglia
7 Scaramanzie
8 Folias Gallegas
9 Capona
10 Toccata cromatica
11 Impro #2
12 Partite sopra l’aria francese detta l’alemanna
13 Corrente VI sopra l’alemanna
14 Impro #3
15 Cumbées
16 Passacaglia per la D
17 Passacaglia per la X
18 Kapsberger
19 Corrente VII
20 Aria di Firenze
21 Colascione
22 Los Impossibles
23 Impro #4
VIDEO
DESCRIZIONE
Dopo il successo dell’Ultimo Romano, album dedicato alla musica per arciliuto contenuta nella raccolta di Sonate d’intavolatura per leuto (1718) del compositore romano Giovanni Zamboni, Simone Vallerotonda ci presenta qualcosa di completamente nuovo con il suo ‘power trio’ barocco I Bassifondi. Il loro album d’esordio, Alfabeto falso, riguarda la produzione italiana e spagnola per chitarra e tiorba della prima metà del Seicento. Un repertorio poco conosciuto, caratterizzato da bizzarrie ritmiche e stravaganze armoniche che sfidano quelle del jazz contemporaneo. L’Alfabeto ordinario era un sistema adottato dai chitarristi del periodo per indicare gli accordi: ciascuna lettera corrispondeva ad un singolo accordo. Nell’alfabeto ‘falso’, invece, le lettere contrassegnate da una barra indicavano accordi contenenti dissonanze, spesso molto audaci.
Il trio, comprendente chitarra / tiorba, percussioni e colascione, ricostruisce un tipico ensemble seicentesco. Ritmi stupefacenti, accordi ‘sporchi’, improvvisazioni e variazioni: sono questi i colori che cercano di trasmettere in questo progetto. La bellezza e la sfida di questo disco consiste precisamente nel fornire un’interpretazione che rispetti quanto annotato nella partitura, e nella scelta degli arrangiamenti e delle combinazioni timbriche. Questa musica ci suona moderna e forse leggermente provocatoria, ma tutto questo era scritto negli anni Quaranta del Seicento!