Vivaldi Edition #59 Musica sacra per alto

Naïve OP30569 0709861305698 Antonio Vivaldi Musica sacra per alto Delphine Galou contralto, Accademia Bizantina, Ottavio Dantone direzione
Antonio Vivaldi
Musica sacra per alto - Vivaldi Edition vol.59
Delphine Galou contralto, Alessandro Giangrande tenore, Accademia Bizantina, Ottavio Dantone direzione
Etichetta: Naïve
Formato: Cd
N. supporti: 1
Codice catalogo: OP30569
Codice a barre: 0709861305698
Uscita in Italia: 24 maggio 2019
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione

TRACCE

Introdutione al Miserere Filiæ mæstæ Jerusalem RV 638 per contralto e orchestra
Hymnus Deus tuorum militum RV 612 per contralto, tenore, due oboi e orchestra
Concerto in re maggiore Per la SSma Assontione di Maria Vergine RV 582 in due orchestre
Antifona Salve Regina RV 618 per contralto e orchestra a due cori
Introdutione al Miserere Non in pratis RV 641 per contralto e orchestra
Antifona Regina coeli RV 615 per contralto, due trombe e orchestra

VIDEO

DESCRIZIONE

«Può essere utile mettere in relazione le opere vocali sacre di Vivaldi con l’evoluzione della sua carriera. Da poco ordinato prete, nel 1703 entra nell’organico dell’Ospedale della Pietà (ospizio per trovatelli a Venezia), dove è incaricato dell’insegnamento del violino e in generale della musica strumentale. Le pensionanti erano donne che trascorrevano quasi tutta la loro vita in questo istituto, dove svolgevano attività produttive. Fra loro, una sorta d’élite di alcune dozzine di donne e ragazze istruite alla musica formavano il coro, che comprendeva tanto cantanti, quanto strumentiste. Il coro della Pietà, e le musiche eseguite durante le messe e gli altri servizi religiosi nella cappella, avevano reputazione internazionale, e attiravano un gran numero di melomani locali e stranieri, che rimpinguavano le casse dell’istituto con offerte e lasciti. All’inizio, Vivaldi non scriveva musica vocale per il coro, giacché questo era compito del maestro competente, Francesco Gasparini. Tuttavia ne componeva occasionalmente, fuori della Pietà, per grandi cerimonie nelle chiese, che non disponendo di un proprio organico musicale, avevano necessità di ricorrere al’esterno».
Michael Talbot, dalle note di copertina

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