Philippe Boesmans, Pinocchio

Cypres_CYP4647_BOESMAN_Pinocchio_Orchestre Symphonique de la Monnaie e Patrick Davin
Philippe Boesmans
Pinocchio
Orchestre Symphonique de la Monnaie Patrick Davin direzione
Etichetta: Cypres
Formato: Cd + Dvd
N. supporti: 2 + 1
Codice catalogo: CYP4647
Codice a barre: 5412217046477
Uscita in Italia: 16 febbraio 2018
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore: Self Distribuzione

DESCRIZIONE

Ottava opera di Philippe Boesmans, su un libretto in francese di Joël Pommerat, Pinocchio viene pubblicata da Cypres (2 CD) con un DVD che ci presenta il compositore nella sua intimità, tra amici e artisti con cui ha condiviso la sua creatività.

«Scelta felice per festeggiare il ritorno alla Monnaie dopo la ristrutturazione: un’opera nuova che è un mix ben calibrato di antico e moderno, com’è adesso pure il teatro della Monnaie. Il lavoro del compositore belga Boesmans, commissionato dalla Monnaie in coproduzione con il Festival d’Aix-en-Provence dove Pinocchio è stato presentato in anteprima lo scorso luglio, appare subito come un modello esemplare di opera che parla a tutte le generazioni e a tutti i gusti musicali, ed essenziale ed immaginifica al tempo stesso nella realizzazione. Bravissima innanzitutto nella parte di Pinocchio la giovane soprano francese Chloé Briot che dimostra di avere non solo voce ma anche notevoli doti interpretative riuscendo a rendere in modo vivissimo gli atteggiamenti di ribellione tipici degli adolescenti. E si fa subito notare anche la soprano canadese Marie-Eve Munger, una fata che modula con grazia toni dolcissimi con acute impennate. Il baritono francese Stéphane Degout nel ruolo principale di narratore/direttore di troupe, con le sue considerazioni tiene insieme i 23 quadri in cui è spezzettata la favola di Collodi. Degout è sempre impeccabile, anche negli altri diversi panni che indossa. Perché gli artisti, in tutto sei, interpretano più parti ed è un ulteriore gioco nel gioco riconoscerli e apprezzare come si sanno ben adattare ai differenti ruoli. L’allestimento è scarno ma d’effetto. In scena anche tre musicisti, tra cui il sassofonista Fabrizio Cassol in primo piano, ben coordinati dal direttore Patrick Davin con l’Orchestra della Monnaie che mostra di sapere passare con disinvoltura da reminescenze mozartiane all’atonalità, dal jazz (quest’ultimo, purtroppo, banalmente, sottolinea per gran parte i momenti di cattiva condotta del protagonista) a melodie mediorientali.» Il Giornale della Musica

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