Giovanni Bononcini, Barbara ninfa ingrata

1006_BONONCINI_LYRIADE
Giovanni Bononcini
Barbara ninfa ingrata. Cantate per tenore e strumenti
L'Yriade Cyril Auvity, tenore
1
RAM1006
4250128510066
10 febbraio 2017
Ufficio commerciale: sales@self.it
Distributore italiano: Self Distribuzione

TRACCE

Giovanni Bononcini: Sinfonia No. 9, Op. 4
I. Adagio
II. Allegro
III. Grave
IV. Vivace
Bononcini, G B: Quando parli e quando ridi
Aria: Quando parli
Recitative: Ma la mia morte
Aria: Son contento di provare
Recitative: E dolce il mio martire
Bononcini, G B: Barbara ninfa in grata
Prelude
Recitative: Barbara ninfa ingrata
Aria: Era meglio lasciarmi morire
Recitative: Veglio senza riposo
Aria: Se tanti miei dolori
Giovanni Bononcini: Sinfonia No. 12, Op. 4
I. Grave
II. Allegro
III. Largo – [—]
IV. Grave – Presto
V. Grave – Vivace
VI. Grave
VII. Allegro
Bononcini, G B: Alle sue pene intorno
Recitativo: Alle sue pene intorno
Aria: Chi mi da qualche saetta
Recitativo: Si, si contro Cupido
Aria: Chi la piglia con amore
Bononcini, G B: Ecco Dorinda il giorno
Preludio
Recitativo: Ecco Dorinda il giorno
Aria: Lungi da te ben mio
Recitativo: Si si vago mio bene
Aria: Navicella che lunge dal porto
Recitativo: Ma quale entro il mio seno
Aria: S’io non t’amassi tanto

DESCRIZIONE

Tra i numerosi contemporanei di Scarlatti che si dedicarono alla cantata solistica, uno dei più prolifici fu l’influente globe-trotter Giovanni Bononcini, che ci ha lasciato 283 esempi. Durante il primo quarto del Settecento, le cantate di Bononcini rappresentano la tendenza principale di questo genere. In queste opere, una tecnica agile ed efficace si combina ad un autentico talento melodico. I lamenti sono sempre il marchio caratteristico della produzione teatrale di Bononcini, e in effetti si ritiene che il suo genio si adatti perfettamente all’espressione dei sentimenti teneri o patetici. Le sue melodie, caratterizzate da una ricchezza e una dolcezza che tutti riconoscono, sono scritte in uno stile assolutamente particolare. Un altro aspetto importante della sua musica è il superbo trattamento del testo. Già nel 1789, Charles Burney definisce Bononcini «il più prolifico autore di cantate», affermando che i recitativi di Bononcini sono universalmente considerati come i migliori del tempo, con la perfetta padronanza della lingua italiana.

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