Divino Sospiro

Orchestra barocca Divino Sospiro

Dall’anno della sua fondazione, nel 2004, Divino Sospiro è impegnato nella ricerca e nello studio della musica portoghese del diciottesimo secolo, contribuendo a far apprezzare il valore inestimabile della sua eredità.

Sotto la direzione artistica di Massimo Mazzeo e in collaborazione con numerosi artisti, nel corso degli anni Divino Sospiro ha ampliato il proprio repertorio prendendo parte a numerosi concerti in tutto il mondo, in formazioni che variano dalla musica da camera all’opera.

Nel 2013, grazie a un accordo con il Parques de Sintra – Monte da Lua, Divino Sospiro fonda nel Palazzo Nazionale di Queluz, il Centro de Estudios Musicales Setecentistas de Portugal (CEMSP), il cui Presidente onorario è Jorge Sampaio, ex Presidente del Portogallo, e del quale fanno parte importanti esponenti della cultura musicale portoghese e internazionale.

Scopo principale del CEMSP è di creare connessioni tra musicologia e prassi esecutiva, con particolare attenzione nei confronti del repertorio settecentesco portoghese, promuovendo e rafforzando lo sviluppo in Portogallo delle esecuzioni storicamente informate e diffondendo, a livello internazionale, il repertorio musicale portoghese. A questo proposito il centro promuove ricerche scientifiche, pubblica edizioni critiche, organizza attività di studio, workshop e una stagione concertistica ponendo l’accento sul fortepiano Clementi recentemente restaurato e appartenente alla collezione del Palazzo Nazionale di Queluz.

Divino Sospiro ha al suo attivo importanti registrazioni discografiche come Chiaroscuro, pubblicato dall’etichetta giapponese Nichion e dedicato alla musica di Mozart, autentico bestseller in Giappone. Nel 2012 pubblica su Dynamic 1700 the century of the Portuguese, con il soprano Gemma Bertagnolli, dedicato interamente al repertorio portoghese del diciottesimo secolo in prima registrazione assoluta. Nel 2014 esce sempre per Dynamic e sempre in prima registrazione assoluta, Antigono, opera di Antonio Mazzoni che si pensava fosse andata perduta per sempre, ma ritrovata e allestita dopo 255 anni. Il disco ha riscosso entusiastici favori di pubblico e critica, conquistando gli ambiti 5 Diapason della rivista francese.

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